Forma e sostanza nella pratica delle discipline interne

Ciascuna Scuola o Stile ha una o più forme specifiche nel suo curriculum tecnico, e può accadere che una tecnica abbia lo stesso nome ma venga eseguita in maniera più o meno differente. Dobbiamo però tenere presente che a variare è ciò che vediamo ma non la sostanza ed i principi che sono alla base.
Tanto il Tai Chi Chuan che il Ba Gua Zhang vengono studiati attraverso la pratica delle posture statiche, l’esecuzione di forme predefinite e gli esercizi in coppia. Ovviamente ciascuna disciplina ha le sue peculiarità e le modalità dell’una non sono esattamente sovrapponibili a quella dell’altra, ma in termini generali ed al fine dell’esposizione di quanto ci interessa in questa fase evidenziare sorvoleremo su questo aspetto cercando di analizzare più i punti in comune che le specifiche differenze.
L’evidenza della Forma

Conviene a questo punto sgombrare subito il campo da una fonte di potenziale confusione; ad onta della ricchezza espressiva delle nostre lingue, con il termine “Forma” vengono identificate sia una singola tecnica o postura che l’esecuzione in una sequenza predefinita di alcune delle forme singole.
Abbiamo così che il Tai Chi Chuan – a prescindere dalle varie Scuole e Stili – abbia nel suo curriculum una quarantina di forme di base quali “Accarezzare il ginocchio”, “Respingere la Scimmia”, “Frusta semplice”, ecc. che differiscono per alcuni particolari da uno Stile all’altro ma che sono sostanzialmente uguali e con lo stesso nome.
Allo studio in forma statica e dinamica delle singole forme di base si affianca poi l’esecuzione della “Forma”, intesa come sequenza preordinata di alcune delle singole forme individuali, tra loro variamente associate, così che nel curriculum tecnico della Wudang Fu Style Academy avremo la “Forma 8” del Qi Gong e la Forma 88 nel Tai Chi Chuan, a cui si uniscono le varie forme del Ba Gua Zhang (Yin, Yang, Ortodosso, il Dragone vola tra i Nove Palazzi, ecc.) e quelle dello Lian Yi, dei Palmi Fulminanti e quelle con sciabola, spada, bastone corto, bastone lancia e ventaglio.
Ogni disciplina ha le sue forme quindi, e nell’ambito della stessa disciplina o Stile ha le sue forme specifiche, utilizzate per evidenziare i principi, dimostrare le applicazioni ed esercitare le tecniche specifiche dell’Arte e della Scuola.
La sostanza della Forma

In tanti associamo la pratica di queste discipline alla immagine di arzilli vecchietti che con indosso un pigiama di seta, in un bel parco alberato, si muovono come in una sorta di balletto al rallentatore. Di fronte ad una simile immagine di calma ed armonia appare in effetti difficile pensare ad una arte marziale ed alla esecuzione di tecniche di combattimento potenzialmente letali, ma tant’è.
Ovviamente non si vuole con questo propagandare una pratica che preveda combattimenti all’ultimo sangue, ma piuttosto ricordare che c’è molta più sostanza rispetto a quanto mostra l’apparenza. Proviamo allora ad elencare alcuni degli obbiettivi che la pratica della Forma si prefigge, e che vanno ben oltre la calma rilassata che appare allo sguardo di un osservatore inesperto.
La pratica attenta e costante, condotta sotto la guida di un insegnante adeguatamente formato (come quelli certificati dalla Wudang Fu Style Academy) può quindi avere - tra gli altri – i seguenti effetti: un corpo più forte e robusto; migliore coordinazione ed equilibrio; una comprensione più profonda dell'applicazione marziale; armonia e bellezza del gesto atletico; meditazione in movimento; rafforzamento della forza di volontà; miglioramento del senso cinestetico; sviluppo di uno stile coerente con il curriculum tecnico della Scuola frequentata; profonda comprensione dei principi alla base delle tecniche; applicazione pratica dei principi; preparazione per lo studio del Tui Shou con un partner.
Forma e Forme

Come detto, ciascuna Scuola o Stile ha una o più forme specifiche nel suo curriculum tecnico, e può accadere che una tecnica abbia lo stesso nome ma venga eseguita in maniera più o meno differente. Dobbiamo però tenere presente che a variare è ciò che vediamo ma non la sostanza ed i principi che sono alla base.
Sifu Severino Maistrello, Direttore Tecnico della Wudang Fu Style Academy e successore del Gran Maestro To Yu ricorda spesso quanto affermavano i suoi Maestri: non esiste un Tai Chi buono ed un Tai Chi cattivo; esiste una pratica efficace fondata sul rispetto dei principi – primo dei quali è che il movimento parte dalla vita – ed una pratica che è poco più che scacciare le mosche e muovere l'aria.
Generalmente, ogni Scuola o Stile prevede diverse routine a "mani vuote", altre con le armi tradizionali quali spada, sciabola, bastone corto, lancia e ventaglio (sia individuali che in coppia), alcune pratiche per lo studio delle applicazioni marziali che prevedono la pratica con un partner.
Come già detto, nonostante le differenze osservabili tra i diversi Stili e Scuole, le forme si basano su principi comuni, e tra questi possiamo certamente annoverare i “cinque passi” e le “otto forze” che fanno si che il Tai Chi Chuan venga a volte definito come “l'Arte delle tredici tecniche”, definizione ispirata appunto dal totale di queste otto forze e cinque passi che caratterizzano gli spostamenti durante l'esecuzione delle forme.
Una parte del Tutto

Alla stessa maniera, la pratica del tui shou evidenzia l'importanza della pratica delle posizioni statiche, ed il loro focalizzarsi sul radicamento, l'equilibrio e la corretta postura, aspetti che vengono implementati anche nella forma in movimento.
Questo collegamento tra tre diversi aspetti della pratica ci rende inoltre consapevoli dell'importanza del corretto impiego dell'energia vitale rappresentata dal Qi, e del suo stretto legame con Mente e Corpo, tanto che si afferma che un praticante esperto possa fare in modo che la mente muova il Qi e che questo a sua volta muova il corpo in maniera naturale e spontanea, evidenziando l'importanza dello Yi, che potremmo tradurre come attenzione e volontà.