L'essenza delle discipline interne

Praticare, “ascoltare” le nostre reazioni, modificare ed adeguare quanto ancora non è adatto, proseguire ed applicare ciò che si è rivelato efficace, aggiustare gli stati fisici e mentali che non soddisfano i requisiti dei principi dell'Arte sono i primi passi; implementare questi processi in ogni momento e senza eccezioni sarà il proseguimento del nostro cammino, percorso con la consapevolezza che l'adattamento fisico e psicologico è il prerequisito per la coltivazione mentale interna.
Ricorrente è anche il riferimento al dualismo dello Yin/Yang, particolarmente calzante quando attraverso una serie di tecniche e movimenti “esterni” si vuole raggiungere un obbiettivo “interno”. Ovviamente ogni disciplina ha le sue peculiarità, e nell'ambito della stessa disciplina possiamo rilevare anche differenze tra diversi Stili o Scuole e – addirittura – nell'ambito dello stesso Stile, tra insegnanti diversi, ma assodato questo possiamo comunque individuare dei principi e delle regole che sono validi per tutti.
Struttura e abilità

Una pratica sincera di queste discipline dovrebbe includere questi tre aspetti perché se uno qualsiasi di questi viene trascurato è un'indicazione che non si è pienamente compresa o afferrata l'essenza della discipline che stiamo praticando. Se la struttura esterna della nostra pratica è priva dell'aspetto mentale, è una forma vuota priva della sensazione interiore di spirito, intento ed energia che viene sperimentata solo quando le abilità interne sono state interiorizzate attraverso la pratica.
D'altro canto, una abilità interna priva della sua espressione esterna tramite forme e movimenti specifici e codificati è priva del mezzo sostanziale di espressione e manifestazione. Volendo riassumere il tutto in una frase, potremmo dire che la forma esterna è lo Yang mentre l'abilità interna è lo Yin dell'Arte.
L'allenamento mentale interno

L'allenamento mentale interno addestra principalmente lo spirito, l'intenzione mentale, la qualità energetica e lo stato del corpo. Non è né un compito facile né una ricerca casuale. Attraverso un processo disciplinato di aggiustamenti mentali e fisici, consente allo stato cosciente (per concentrazione e intenzione) e allo stato fisiologico (per movimenti e azioni) di progredire dal caos di una mente chiacchierona e pensieri sparsi per entrare in uno stato di quiete e coscienza concentrata, dove il sangue e il Qi scorrono senza ostacoli e il corpo fisico si libera da tensioni e rigidità.
Come si può ottenere questo? Prima di tutto, è necessario accettare che si tratta di una coltivazione a lungo termine del corpo e della mente, un lavoro su sé stessi che richiede costanza, umiltà e sincera dedizione. Praticare, “ascoltare” le nostre reazioni, modificare ed adeguare quanto ancora non è adatto, proseguire ed applicare ciò che si è rivelato efficace, aggiustare gli stati fisici e mentali che non soddisfano i requisiti dei principi dell'Arte sono i primi passi; implementare questi processi in ogni momento e senza eccezioni sarà il proseguimento del nostro cammino, percorso con la consapevolezza che l'adattamento fisico e psicologico è il prerequisito per la coltivazione mentale interna.